SOENG vanta un esperienza pluriennale nella realizzazione, conduzione e manutenzione di impianti tecnologici civili e industriali, trattamento aria residenziale e manutenzione d’impianti fotovoltaici.
SOENG attualmente fornisce Consulenza Tecnica, Assistenza Tecnica Specializzata, Realizzazione,Gestione e Manutenzione Programmata di Impianti Tecnologici per:
Offriamo ai condomini un servizio completo per la messa in sicurezza delle coperture attraverso l’installazione di Linee Vita, sistemi di ancoraggio permanenti obbligatori in molti contesti normativi e indispensabili per prevenire i rischi di caduta nei lavori in quota. Il nostro intervento parte da un’attenta analisi delle caratteristiche dell’edificio e delle esigenze del condominio, per proporre soluzioni su misura, conformi alla normativa vigente, e in grado di garantire la massima sicurezza durante qualsiasi intervento di manutenzione su tetti e coperture.
Ci occupiamo di:L’installazione delle Linee Vita è un investimento che tutela l’incolumità di chi opera sul tetto, riduce i costi futuri legati all’uso di ponteggi temporanei e protegge amministratori e condomini da eventuali sanzioni o responsabilità in caso di incidente.
Cosa è l’autoconsumo collettivo – AUC:
L’autoconsumo collettivo (AUC) rappresenta una pratica innovativa e sostenibile nel campo dell’energia e si riferisce a un modello di consumo energetico in cui un gruppo di persone, autoconsumatori, che si trovano nello stesso edificio/condominio, condividono e utilizzano localmente l’energia prodotta da una o più fonti rinnovabili (come il solare fotovoltaico) attraverso impianti con una potenza massima di 1MW. Questo modello si sta diffondendo in molti Paesi, come soluzione per promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili, ridurre le emissioni di CO2 e diminuire la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali.
Come funziona:
Questo sistema si fonda sull’utilizzo di energie rinnovabili situate nelle immediate vicinanze dei punti di consumo. Prendiamo, per esempio, un condominio dotato di un sistema fotovoltaico centralizzato sul suo tetto. L’energia prodotta da queste fonti viene fornita in tempo reale agli abitanti coinvolti. Nel caso in cui la produzione di energia ecceda il fabbisogno del gruppo, l’energia eccedente può essere immagazzinata in batterie per essere utilizzata in seguito o immessa nella rete elettrica nazionale. Il funzionamento dell’autoconsumo collettivo si basa su un principio chiaro: le persone di un condominio si uniscono per generare, condividere e utilizzare direttamente l’energia che producono, riducendo così i costi energetici e contribuendo efficacemente alla transizione verso sistemi energetici sostenibili e ecologici.
In seguito al al Decreto Milleproroghe 162/2019, anche nel nostro Paese sono state introdotte le “Comunità Energetiche Rinnovabili”, previste dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE).
Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili:
Una comunità energetica rappresenta un modello innovativo e sostenibile di produzione, condivisione e gestione dell’energia, che coinvolge la collaborazione diretta tra cittadini, imprese, enti locali e altre parti interessate. L’obiettivo principale di una comunità energetica è di promuovere l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile a livello locale, consentendo ai partecipanti di diventare produttori e consumatori attivi nel sistema energetico. Gli impianti di produzione di energia rinnovabile vengono spesso installati in aree comuni o condivise, come i tetti degli edifici, terreni agricoli o industriali disponibili. L’energia generata viene poi distribuita tra i membri della comunità per soddisfare il loro fabbisogno energetico, con l’eventuale surplus che può essere venduto sul mercato dell’energia o immesso nella rete elettrica nazionale, generando ulteriori entrate per la comunità.
Come funzionano:
Il processo iniziale per avviare una comunità energetica comporta la costituzione di un’entità legale composta dai membri fondatori, che possono essere persone fisiche, piccole e medie imprese, o pubbliche amministrazioni. Poiché l’obiettivo principale di una comunità energetica non è generare profitto, le strutture organizzative preferite sono le associazioni riconosciute e le cooperative. In seguito, bisogna individuare il sito per l’installazione dell’impianto (o degli impianti) energetico. Ad esempio, una PMI o un Ente Pubblico potrebbero installare pannelli solari sul tetto del proprio edificio industriale o scolastico e distribuire l’energia generata ai cittadini che hanno scelto di partecipare alla comunità. In modo analogo, è possibile formare comunità basate su quartieri, settori agricoli, aree rurali, ecc. L’impianto può essere di uno dei membri o da una terza persona/soggetto.
Quando l’impianto è in funzione, la comunità fa richiesta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per l’ottenimento degli incentivi, che sono relativi alla sola energia condivisa all’interno della comunità. L’eventuale energia eccedente può essere immagazzinata in batterie di accumulo o riconosciuta alla comunità.
Il solare termico è una tecnologia che sfrutta l’energia del sole per produrre calore. A differenza del solare fotovoltaico, che converte la luce solare direttamente in elettricità, i sistemi solari termici assorbono il calore del sole per riscaldare un fluido, che può poi essere utilizzato per diverse applicazioni, come il riscaldamento dell’acqua domestica, il supporto al riscaldamento degli ambienti, oppure per processi industriali che richiedono calore. I sistemi solari termici sono composti tipicamente da pannelli o collettori solari installati sul tetto delle abitazioni o in altri luoghi esposti alla luce diretta del sole. Questi collettori sono progettati per massimizzare l’assorbimento del calore solare. Il fluido, che circola all’interno dei collettori, si riscalda e viene poi trasportato all’interno di un sistema di stoccaggio (accumulo) per poi essere utilizzato. I vantaggi del solare termico includono la riduzione dei costi energetici e delle emissioni di gas serra, dato che sostituisce i combustibili fossili con una fonte di energia pulita e rinnovabile. Inoltre, è una tecnologia relativamente semplice e adatta a molte applicazioni, dall’uso residenziale a quello industriale.
Si tratta di un generatore di calore di ultima generazione che, rispetto alle caldaie tradizionali, riduce notevolmente l’utilizzo di combustibile per la produzione di calore.
Questo tipo di caldaia sfrutta il calore latente presente nei fumi della combustione, utilizzandolo per riscaldare l’acqua dell’impianto di riscaldamento, riducendo il consumo in termini di energia primaria (combustibile/gas metano) e riducendo le emissioni in ambiente. Questo processo di condensazione permette di ottenere un rendimento termico maggiore rispetto alle caldaie tradizionali, arrivando fino al 90-98% dell’energia consumata trasformata in calore utile, contro il 75-85% delle caldaie tradizionali.
Queste caldaie sono progettate per funzionare a temperature di ritorno dell’acqua più basse rispetto a quelle richieste dalle caldaie tradizionali, il che le rende particolarmente adatte per sistemi di riscaldamento a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento o i radiatori di nuova generazione, ottimizzando ulteriormente l’efficienza energetica dell’impianto.
In sintesi, la caldaia a condensazione offre vantaggi significativi in termini di efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e risparmio sui costi di riscaldamento, rappresentando una scelta consapevole per chi desidera un sistema di riscaldamento performante e rispettoso dell’ambiente.
La contabilizzazione del calore permette di poter ripartire le spese del riscaldamento, acqua calda e fredda sanitaria e condizionamento, negli impianti termici centralizzati, per l’effettivo consumo sostenuto da ciascun inquilino.
Questo avviene tramite l’installazione dei ripartitori di calore (contabilizzazione indiretta) su ogni singolo calorifero e dei contatori di calore diretti, nel caso di impianti centralizzati muniti di satelliti di utenza, oltre che ai contatori diretti per la rilevazione dei consumi di acqua calda e fredda sanitaria.
Ripartitore di calore: è lo strumento per la misura e la contabilizzazione del calore indiretta, installato su ogni singolo calorifero, che mediante algoritmi matematici, conteggia la potenza resa del radiatore attraverso la differenza di temperatura fra ambiente e media del radiatore. I dati forniti dai dispositivi sono “unità di consumo” non esprimibili in grandezze fisiche di energia ma proporzionali col consumo stesso. I ripartitori sono dotati di almeno un sensore che misura la temperatura del corpo scaldante, quelli più evoluti hanno un ulteriore sensore che misura la temperatura del locale: in questo caso il consumo è calcolato sulla base della differenza tra le due temperature.
Contabilizzatori di calore diretti: i contabilizzatori di calore diretti sono specifici strumenti di misura del calore (contatori) installati direttamente sulla tubazione di ritorno o mandata dell’impianto di riscaldamento, che misurano l’energia (Kwh) e sono costituiti da tre elementi:
La cogenerazione, nota anche come produzione combinata di calore ed energia (CHP, dall’inglese Combined Heat and Power), è un processo molto efficiente che genera simultaneamente energia elettrica e calore utilizzando una sola fonte di energia primaria. Attraverso un unico impianto di cogenerazione, è possibile ottenere contemporaneamente elettricità e calore. A differenza dei metodi tradizionali di produzione di energia, che spesso sprecano il calore prodotto durante il processo, la cogenerazione sfrutta questo calore per usi pratici, come il riscaldamento di edifici o processi industriali, migliorando notevolmente l’efficienza energetica.
Generalmente, i piccoli impianti di cogenerazione (2 Mwh) sono formati da un motore a combustione interna (simile a quelli di un camion) per la produzione di energia elettrica ed uno scambiatore di calore che recupera il calore dei fumi di scarico e lo utilizza per il riscaldamento e/o produzione di acqua calda sanitaria.
La trigenerazione, conosciuta anche come produzione combinata di calore, energia elettrica e freddo (CCHP, dall’inglese Combined Cooling, Heat and Power), è un’estensione del concetto di cogenerazione. Mentre la cogenerazione produce simultaneamente energia elettrica e calore utilizzando un unico combustibile, la trigenerazione aggiunge un terzo elemento al processo: la produzione di refrigerazione o condizionamento d’aria. Questo processo sfrutta l’energia termica, che sarebbe altrimenti sprecata in un normale processo di generazione di energia, per alimentare un assorbitore di refrigerazione, che produce freddo. L’energia termica recuperata può essere utilizzata per riscaldare spazi, acqua o per processi industriali, mentre l’energia di refrigerazione generata può essere utilizzata per condizionare ambienti durante i periodi caldi. La trigenerazione rappresenta una soluzione energetica estremamente efficiente e sostenibile, specialmente in edifici o complessi che hanno bisogno sia di riscaldamento che di raffrescamento nel corso dell’anno, come ospedali, università, centri commerciali, e complessi residenziali. Il principale vantaggio della trigenerazione è l’ottimizzazione dell’uso dell’energia primaria, che si traduce in una riduzione del consumo di combustibili fossili e delle emissioni di gas serra, migliorando l’efficienza energetica complessiva e riducendo i costi operativi.